Verso Marsala 1912-Castellammare Calcio 94: si torna subito in campo per il primo atto degli ottavi di Coppa
Tre giorni dopo il 3-0 nel Derby del Vino, il Marsala torna già al Nino Lombardo Angotta. Domani arriva un Castellammare partito fortissimo: in palio c’è il primo passo verso i quarti di Coppa Italia.
Pronti, via: si torna subito in campo; e questa volta il nostro consueto appuntamento con il “Verso la Gara” arriva in un insolito martedì, perché il turno infrasettimanale di Coppa Italia accorcia inevitabilmente tempi e distanze. Appena archiviata la domenica di campionato, siamo già alla vigilia di un’altra partita. Il Marsala ha avuto appena il tempo di assaporare i primi tre punti della stagione, conquistati con il 3-0 sull’Alcamo nel Derby del Vino, che il calendario chiama nuovamente gli azzurri al Nino Lombardo Angotta. Domani, mercoledì 23 settembre, alle ore 16:00, si torna in campo. E questa volta c’è la Coppa Italia.
Domenica l’Alcamo, domani il Castellammare, poi ancora campionato con la trasferta di Cammarata. Tre partite in appena sette giorni che rappresentano il primo vero periodo intenso della stagione e che obbligano la squadra di Vincenzo Giannusa a voltare pagina praticamente senza sosta. La vittoria nel Derby del Vino ha restituito fiducia e serenità dopo la falsa partenza di Lascari. Adesso, però, serve continuità.
Il primo atto al Lombardo Angotta
Quello contro il Castellammare sarà il primo round degli ottavi di finale di Coppa Italia Eccellenza. Un confronto che non si esaurirà al fischio finale di domani, perché la qualificazione si deciderà nell’arco di 180 minuti e il secondo atto si disputerà il 7 ottobre al Giorgio Matranga. Due partite, quindi, ma un unico obiettivo: conquistare un posto tra le migliori otto della competizione.
La formula del doppio confronto impone inevitabilmente una lettura differente rispetto a quella del campionato. I primi novanta minuti si giocheranno davanti alla propria gente e proprio per questo sarà importante provare a sfruttare il fattore campo e costruire un risultato favorevole in vista della seconda sfida. Non significa pensare di dover chiudere il discorso già domani, cosa tanto difficile quanto poco realistica contro un avversario del genere. Significa però comprendere il valore dell’opportunità: iniziare il doppio confronto al Lombardo Angotta e provare a presentarsi al Matranga senza essere costretti a dover necessariamente inseguire la qualificazione. Domenica serviva una risposta. Domani serve continuità.
Il successo contro l’Alcamo ha rimesso il Marsala nella direzione desiderata. Non è necessario tornare ancora una volta su tutto ciò che ha funzionato e su ciò che può essere migliorato: lo abbiamo fatto ampiamente nel nostro “Giorno Dopo” e la stagione offrirà continuamente nuovi elementi da analizzare. Ciò che conta adesso è trasformare quella vittoria in qualcosa sulla quale costruire. Vincere aiuta a vincere. Porta morale, aumenta la fiducia nei propri mezzi e permette di lavorare con maggiore serenità. In questa fase della stagione, con un gruppo profondamente rinnovato ancora impegnato nella costruzione dei propri equilibri, riuscire a dare continuità ai risultati può assumere un valore ancora maggiore.
La Coppa Italia arriva all’interno di una settimana particolarmente impegnativa. Tre partite in sette giorni, una preparazione estiva ancora relativamente vicina e tempi di recupero inevitabilmente ridotti tra un impegno e l’altro chiameranno gli azzurri a fare i conti anche con la gestione delle energie. Domenica, inoltre, attenderà una trasferta tutt’altro che semplice a Cammarata contro il Kamarat. Ma proprio per questo diventa ancora più importante non sovrapporre gli appuntamenti. Adesso esiste il Castellammare. Il campionato tornerà da giovedì.
Naturalmente potrebbe cambiare anche qualche interprete. Una settimana con tre partite ravvicinate richiede inevitabilmente valutazioni sulla condizione e sul recupero dei singoli e proprio adesso la profondità della rosa costruita durante l’estate può cominciare ad assumere un peso concreto. Giannusa potrà decidere quanto intervenire sull’undici visto domenica, sapendo di avere alternative praticamente in ogni reparto.
Tra le notizie positive della vigilia c’è il ritorno, quasi a sorpresa, di Calogero La Piana tra i convocati, segnale che il problema alla caviglia che lo aveva costretto a saltare la sfida contro l’Alcamo sembra ormai smaltito. Difficile immaginare un suo impiego dal primo minuto, anche se nel calcio mai dire mai; più plausibile potrebbe essere rivederlo a gara in corso, magari per mettere nelle gambe qualche minuto e ritrovare progressivamente il ritmo partita. Al di là dell’utilizzo contro il Castellammare, però, il suo ritorno tra i convocati rappresenta già un’ottima notizia. Recuperare pienamente un calciatore come La Piana, per caratteristiche e qualità, sarà fondamentale nel percorso degli azzurri.
Non sarà invece della gara Vincenzo Manfrè, che non figura tra i convocati perché deve scontare l’ultima delle tre giornate di squalifica rimediate nella passata stagione, quando vestiva la maglia del Licata. Le prime due sono state scontate nel doppio confronto dei sedicesimi di finale contro il San Vito Lo Capo; quella contro il Castellammare sarà dunque la terza e ultima giornata. Manfrè tornerà quindi regolarmente a disposizione in Coppa Italia a partire dalla gara di ritorno del 7 ottobre al Giorgio Matranga. Tra rotazioni, rientri e assenze, la profondità della rosa potrà quindi assumere un peso importante, permettendo a Giannusa di gestire le energie senza ridimensionare l’obiettivo.
Perché su un punto è bene essere chiari: la Coppa Italia conta. Il Marsala lo ha dimostrato già nel turno precedente contro il San Vito Lo Capo e, arrivati agli ottavi, non avrebbe senso considerare questa competizione semplicemente come un impegno da inserire tra una giornata di campionato e l’altra. Andare avanti significherebbe entrare tra le migliori otto della competizione e proseguire un percorso che, turno dopo turno, diventerebbe inevitabilmente sempre più importante. C’è il blasone di una competizione da onorare, c’è l’ambizione naturale di provare ad arrivare il più lontano possibile e c’è qualcosa di ancora più immediato: continuare a ottenere risultati fa bene a una squadra che sta costruendo le proprie certezze. Un risultato positivo domani avrebbe quindi un valore doppio: permetterebbe di affrontare il ritorno da una posizione favorevole e aggiungerebbe ulteriore fiducia a quella ritrovata contro l’Alcamo.
Un Castellammare che ha ricominciato correndo
Se c’è un errore che il Marsala non dovrà commettere domani è pensare che la vittoria contro l’Alcamo possa rendere automaticamente più semplice il passaggio successivo. Il Castellammare è una delle squadre partite meglio in questo avvio di stagione e i numeri del campionato sono piuttosto chiari: due partite, due vittorie, sei punti, tre reti realizzate e soprattutto nessun gol subito.
Alla prima giornata la formazione guidata da Giuseppe Mione si è imposta 2-0 sul campo del 90011 Bagheria; alla seconda ha superato 1-0 l’Akragas al Giorgio Matranga grazie alla rete del capitano Andrea Adamo. Due vittorie differenti, entrambe accompagnate da una porta rimasta inviolata. È ancora settembre e sarebbe prematuro attribuire ai primi risultati significati che soltanto il tempo potrà confermare, ma esiste già un’indicazione difficile da ignorare: il Castellammare continua a essere una squadra estremamente complicata da affrontare.
Non è neppure una novità. Giuseppe Mione rappresenta ormai molto più di un semplice allenatore per questa realtà. Oltre 450 panchine alla guida del Castellammare raccontano una continuità tecnica sempre più rara nel calcio contemporaneo e permettono alla squadra di partire da principi e conoscenze consolidate. In un’Eccellenza nella quale durante l’estate molte formazioni cambiano profondamente volto, poter costruire sulla continuità rappresenta inevitabilmente un vantaggio. Il Castellammare conosce il proprio allenatore e Mione conosce perfettamente l’ambiente nel quale lavora. I risultati delle prime settimane sembrano ancora una volta riflettere questa stabilità.
E, curiosamente, la partenza ricorda parecchio quella della passata stagione. Anche un anno fa il Castellammare arrivò rapidamente nelle zone alte della classifica e attraversò un avvio particolarmente positivo. È un parallelismo interessante, ma non deve trasformarsi nell’idea che la storia sia destinata a ripetersi. Rappresenta, semmai, un’ulteriore indicazione sulla capacità di questa squadra di presentarsi competitiva sin dalle prime settimane della stagione.
Anche il percorso in Coppa offre indicazioni interessanti. Nel turno precedente il Castellammare ha eliminato proprio quell’Alcamo affrontato dal Marsala domenica. All’andata la squadra di Mione si era imposta 3-1 ad Alcamo; al ritorno, invece, fu l’Alcamo a vincere 2-0 al Matranga, riportando il risultato complessivo sul 3-3 e trascinando il confronto fino ai calci di rigore. Dal dischetto il Castellammare riuscì poi a spuntarla 7-6 e a conquistare gli ottavi. Un doppio confronto che racconta perfettamente quanto rapidamente possa cambiare una sfida di Coppa: un vantaggio importante costruito nei primi novanta minuti non garantisce nulla nei secondi novanta.
Ed è un avvertimento utile anche per il Marsala. Qualunque risultato maturerà domani rappresenterà soltanto la prima metà del confronto. Costruire un vantaggio sarebbe importante, ma servirà comunque presentarsi al Matranga sapendo che la qualificazione resterà aperta fino all’ultimo. Il Castellammare lo ha appena sperimentato direttamente e arriverà al Lombardo Angotta conoscendo perfettamente il valore di ogni singolo episodio in una sfida di andata e ritorno.
Stesso turno, stesso avversario. Un anno dopo si ricomincia
E poi c’è inevitabilmente la storia recente. Perché per trovare l’ultimo Marsala-Castellammare di Coppa Italia non bisogna andare molto lontano. Basta tornare indietro di un anno.
Anche nella stagione 2025/26 il sorteggio mise di fronte le due squadre proprio negli ottavi di finale della competizione. Allora, però, l’ordine dei campi era esattamente opposto rispetto a quello attuale. La prima partita si disputò al Giorgio Matranga e terminò 1-1, lasciando completamente aperto il discorso qualificazione. Nel ritorno al Nino Lombardo Angotta il Marsala riuscì invece a imporsi 4-1, chiudendo il doppio confronto sul 5-2 e conquistando l’accesso ai quarti di finale.
Dodici mesi dopo siamo nuovamente qui. Stesso turno, stessi avversari, campi invertiti. Questa volta sarà il Marsala a disputare l’andata davanti alla propria gente e sarà il Castellammare ad avere il ritorno in casa. Un anno fa gli azzurri tornarono al Lombardo Angotta con la possibilità di decidere tutto nel proprio stadio; stavolta la situazione sarà opposta e proprio per questo assumerebbe un valore importante riuscire a costruire qualcosa già nella prima sfida.
Il precedente può essere piacevole da ricordare, soprattutto per come terminò quella serata al Lombardo Angotta, ma non consegna alcun vantaggio al Marsala di oggi. Sono cambiate le stagioni, sono cambiate le squadre e saranno completamente differenti le condizioni nelle quali si giocheranno questi 180 minuti. Se qualcosa può insegnare quel doppio confronto è semmai quanto la gara d’andata rappresenti soltanto una parte della storia. L’1-1 del Matranga lasciò tutto aperto e il ritorno cambiò completamente il volto della qualificazione. È con questa consapevolezza che bisognerà affrontare anche il nuovo capitolo.
Sfruttare il Lombardo Angotta per costruire la qualificazione
La prospettiva, dunque, è abbastanza chiara. Domani bisogna provare a vincere. Non perché un successo possa chiudere definitivamente il discorso qualificazione nei primi novanta minuti, ma perché permetterebbe al Marsala di mettere una prima, importante ipoteca sul passaggio del turno e soprattutto di presentarsi al Matranga senza essere obbligato a vincere anche la gara di ritorno.
È questo il vantaggio che gli azzurri dovranno provare a costruire sfruttando il fattore campo. Vincere al Lombardo Angotta significherebbe arrivare al 7 ottobre con due risultati su tre a disposizione per conquistare i quarti, potendo affrontare la seconda partita da una posizione decisamente più favorevole. Al contrario, un risultato negativo costringerebbe il Marsala ad andare a Castellammare con la necessità di ribaltare il doppio confronto, aumentando inevitabilmente difficoltà e pressione.
Mettere un’ipoteca sulla qualificazione, quindi, non significa pretendere di chiudere tutto domani. Significa fare in casa propria ciò che può permettere di non arrivare al ritorno con l’obbligo di vincere. Costruire un vantaggio adesso per avere più possibilità dopo. Ed è proprio per questo che l’andata assume un peso così importante.
Naturalmente servirà attenzione. Cercare la vittoria non significa concedere campo e opportunità al Castellammare, perché permettere alla squadra di Mione di trovare situazioni favorevoli potrebbe complicare sensibilmente la prospettiva del doppio confronto. Il Marsala possiede però tutte le qualità per affrontare questa partita con ambizione. La rosa offre tecnica, esperienza, alternative e calciatori capaci di decidere una gara attraverso una singola giocata. Domenica ne abbiamo avuto un’altra dimostrazione. Adesso servirà mettere quelle qualità al servizio di una partita diversa, probabilmente più tattica e nella quale potrebbe essere necessario avere pazienza.
Il dato delle zero reti subite dal Castellammare nelle prime due giornate suggerisce infatti un avversario che difficilmente verrà al Lombardo Angotta disposto a concedere spazi con facilità. Servirà quindi saper aspettare anche il momento giusto, senza trasformare la volontà di vincere in frenesia. Ci saranno novanta minuti domani e altri novanta il 7 ottobre. L’obiettivo è provare a costruire al Lombardo Angotta quel vantaggio che permetta poi di andare al Matranga senza l’obbligo di inseguire il risultato.
Una partita alla volta
È qui che il calendario torna inevitabilmente sullo sfondo. Domenica ci sarà la trasferta contro il Kamarat, poi arriveranno altri appuntamenti di campionato e il 7 ottobre si tornerà a pensare al Castellammare per la gara di ritorno. Sapere cosa attende il Marsala, però, non significa dover giocare già oggi le partite di domani.
Una partita alla volta. È un’espressione semplice, forse persino abusata nel calcio, ma in questo momento descrive perfettamente ciò di cui ha bisogno una squadra nuova che sta ancora costruendo la propria identità. Domenica c’era l’Alcamo e bisognava rispondere dopo Lascari. È stato fatto. Adesso c’è il Castellammare e l’attenzione deve essere rivolta interamente alla Coppa. Da giovedì arriverà il momento di preparare il Kamarat.
Ed è proprio qui che nasce quello che potrebbe sembrare un paradosso. Il modo migliore per prepararsi alla trasferta di Cammarata è non pensare ancora a Cammarata. Affrontare bene il Castellammare, provare a vincere e aggiungere un altro risultato positivo significherebbe infatti presentarsi al successivo appuntamento con maggiore morale, fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. La gara di Coppa non deve essere giocata in funzione del Kamarat, perché possiede un valore proprio e un obiettivo preciso; ma ciò che il Marsala riuscirà a costruire domani potrà inevitabilmente accompagnarlo anche domenica.
È così che può nascere una serie positiva. Non imponendosi oggi di vincere tre, quattro o cinque partite consecutive, ma concentrandosi ogni volta sulla prossima. Ogni risultato positivo aggiunge qualcosa: fiducia, consapevolezza e serenità nel lavoro. Dopo Lascari serviva impedire che una falsa partenza diventasse un peso e il 3-0 contro l’Alcamo ha fornito la prima risposta. Adesso bisogna provare ad aggiungerne un’altra.
Tutto questo assume ancora più valore in una settimana nella quale anche l’aspetto fisico avrà il proprio peso. Tre gare ravvicinate significano recuperi più brevi, energie da gestire e una preparazione estiva i cui carichi possono ancora farsi sentire nelle gambe. Domenica il Marsala arriverà inevitabilmente a Cammarata con altri novanta minuti alle spalle. Ma potrà arrivarci anche con qualcosa in più nella testa: la fiducia che soltanto i risultati riescono a costruire. Ed è proprio per questo che la partita di domani conta tanto.
Non serve strafare e non serve pensare già a dove potrà essere il Marsala tra un mese. Non serve nemmeno trasformare ogni appuntamento di settembre in una verifica definitiva delle ambizioni stagionali. Serve continuare a costruire: fare un passo, consolidarlo e poi provare a farne un altro. La stagione sarà abbastanza lunga da presentare momenti positivi e difficoltà. Adesso conta semplicemente affrontare bene ciò che viene prima.
Adesso conta soltanto la Coppa
La vittoria contro l’Alcamo ha fatto ciò che doveva fare: ha cancellato lo zero dalla classifica, restituito morale e permesso al Marsala di rialzarsi immediatamente dopo Lascari. Non deve diventare un punto d’arrivo e non serve neppure continuare a guardarla troppo a lungo. Il calendario ha già voltato pagina.
Domani non ci saranno punti in palio e non ci sarà una classifica da osservare. Ci sarà un posto tra le migliori otto della Coppa Italia da conquistare attraverso 180 minuti. Il primo capitolo si giocherà al Lombardo Angotta e avere la possibilità di cominciare davanti alla propria gente rappresenta un’opportunità da sfruttare.
Il Castellammare arriverà con sei punti in campionato, nessuna rete subita, una qualificazione già conquistata ai rigori e la consapevolezza di una squadra che, ancora una volta, ha cominciato forte. Servirà quindi un Marsala concentrato, paziente e consapevole dell’importanza della partita. Ma servirà anche un Marsala ambizioso, perché provare a vincere l’andata significa provare a costruire già a casa propria una parte importante della strada verso i quarti.
Testa alla Coppa. Una partita alla volta. Avanti Lilibeo!
