San Vito 1-1 Marsala 1912: il giorno dopo
Prime indicazioni, aspetti da migliorare e un percorso appena iniziato: il pareggio di San Vito lascia qualche rimpianto, ma anche spunti importanti per la crescita del nuovo Marsala.
Il giorno dopo è quello delle analisi. A mente fredda, lontani dall’adrenalina dei novanta minuti, San Vito-Marsala va innanzitutto collocata nel momento esatto della stagione in cui è arrivata. Il pareggio maturato al 94’ lascia inevitabilmente rammarico, soprattutto perché gli azzurri erano ormai vicinissimi a portare a casa la prima vittoria ufficiale dell’anno, ma sarebbe altrettanto sbagliato trasformare un 1-1 del 30 agosto nell’andata dei sedicesimi di Coppa Italia Eccellenza in qualcosa di più grande di ciò che realmente rappresenta. È stata la prima partita ufficiale di una stagione lunghissima e, come tale, può offrire indicazioni, evidenziare aspetti positivi e mostrare ciò che ancora deve essere migliorato. Per i giudizi, quelli veri, ci sarà decisamente tempo.
Una squadra nuova e i carichi della preparazione
Per analizzare quanto visto a San Vito Lo Capo bisogna necessariamente partire dal lavoro svolto nelle ultime settimane. Il Marsala arriva da una preparazione caratterizzata da carichi particolarmente importanti, con diverse doppie sedute tra mattina e pomeriggio. Una scelta precisa dello staff: mettere benzina nelle gambe adesso, accettando inevitabilmente una brillantezza inferiore in questa fase, per costruire una condizione atletica destinata a crescere e dare i propri frutti durante la stagione. In altre parole, si lavora pesantemente oggi proprio per poter correre meglio domani. Sarebbe quindi sorprendente vedere una squadra già al massimo della condizione alla fine di agosto.
A questo si sono aggiunte le temperature elevate di San Vito Lo Capo. Un fattore, naturalmente, identico per entrambe le squadre e che non può rappresentare un alibi, ma che inevitabilmente ha contribuito ad abbassare i ritmi della partita. Il Marsala è apparso a tratti appesantito, con una circolazione del pallone non sempre veloce e qualche imprecisione di troppo. Ma c’è un altro elemento ancora più importante da considerare: questa squadra è stata praticamente ricostruita da zero. Sono pochi gli elementi confermati rispetto alla passata stagione, è cambiata la guida tecnica e sono cambiati interpreti, caratteristiche e principi di gioco. Un gruppo nuovo ha bisogno di allenarsi, giocare, sbagliare e conoscersi. Gli automatismi non nascono in poche settimane e diventare squadra richiede inevitabilmente tempo.
Le prime indicazioni: Paulinho metronomo, Carbonaro subito decisivo
In questo quadro sono comunque arrivate indicazioni interessanti. In mezzo al campo Paulinho ha mostrato di poter diventare il metronomo della squadra, dando ordine alla manovra e cercando di dettare i tempi del possesso. È ancora presto per qualsiasi valutazione definitiva, ma le sue caratteristiche sembrano poter assumere un peso importante nel gioco di Giannusa. Più in generale, il centrocampo ha lasciato intravedere buone possibilità, mentre davanti alcuni meccanismi devono essere inevitabilmente registrati.
Il Marsala ha cercato spesso la profondità e Carbonaro è stato pescato diverse volte in posizione di fuorigioco. Non è necessariamente una questione individuale: il tempo del movimento deve ancora incontrarsi perfettamente con quello del passaggio. Sono automatismi che arrivano conoscendosi e giocando insieme. Allo stesso modo si potrà lavorare sulla qualità della costruzione palla a terra, alternando maggiormente la verticalizzazione immediata a una manovra più ragionata. Anche in questo caso, però, parliamo esclusivamente di prime considerazioni e non certo di problemi strutturali dopo appena novanta minuti ufficiali.
Proprio dalla ricerca della profondità è arrivata, tra l’altro, una delle note più positive della giornata. Alla prima vera occasione il Marsala ha colpito: Ficarrotta ha letto perfettamente il movimento di Carbonaro, servendolo in verticale, e l’attaccante davanti al portiere ha mostrato freddezza e concretezza. Il primo gol ufficiale della stagione 2026/27 del Marsala porta così il nome di Paolo Carbonaro. Un cinismo che può diventare particolarmente prezioso, soprattutto ricordando quante volte nella passata stagione gli azzurri avevano costruito tanto raccogliendo meno di quanto prodotto. Carbonaro, inoltre, potrà rappresentare una soluzione importante per la sua duttilità: può agire davanti, muoversi alle spalle della punta e svariare sul fronte offensivo. Avere un calciatore capace di interpretare più ruoli offre a Giannusa alternative preziose nell’arco di una stagione lunga.
Piccioni risponde presente, ma i meccanismi vanno perfezionati
Dall’altra parte il San Vito ha dimostrato di essere una squadra organizzata, capace di stare bene in campo e, soprattutto dopo lo svantaggio, di creare difficoltà agli azzurri. Nel primo tempo è stato fondamentale Piccioni, decisivo in diverse circostanze nel conservare il vantaggio. Una risposta importante da parte del portiere marsalese, che quando è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto.
Allo stesso tempo, la fase difensiva è uno degli aspetti sui quali il Marsala dovrà continuare a lavorare. E non si tratta soltanto di condizione atletica. Con un reparto profondamente rinnovato devono essere costruiti distanze, coperture, uscite e letture tra centrali, terzini e centrocampo: capire chi deve accorciare sul portatore, chi deve assorbire un movimento, chi deve coprire lo spazio lasciato dal compagno e come comportarsi quando l’avversario riparte. Sono dettagli che fanno la differenza, ma sono anche meccanismi che difficilmente possono essere già perfetti ad agosto in una squadra nuova. Proprio gare come quella di San Vito servono a metterli alla prova, evidenziarne le imperfezioni e permettere allo staff di intervenire durante la settimana.
Nella ripresa, peraltro, traversa del San Vito a parte, sono stati gli azzurri ad avere le opportunità più importanti per trovare il raddoppio. Prima Guadalupo si è trovato davanti un grande intervento di Keba, poi Carbonaro, lanciato verso la porta, è stato fermato fallosamente al limite dell’area. Un episodio sul quale abbiamo già espresso chiaramente la nostra posizione: per noi c’erano gli estremi per il cartellino rosso diretto, con il San Vito che avrebbe quindi dovuto proseguire in inferiorità numerica. L’episodio arbitrale, però, non deve diventare un alibi né il centro dell’analisi.
L’insegnamento più importante: le partite vanno chiuse
Perché il Marsala, nonostante una prestazione certamente non brillante e giocata a ritmi contenuti, la partita la stava comunque portando a casa. E alla fine è anche questo che conta. Non tutte le vittorie arrivano attraverso novanta minuti di grande calcio: durante una stagione ci saranno giornate nelle quali bisognerà saper vincere soffrendo, amministrando e sfruttando gli episodi. A San Vito gli azzurri erano praticamente riusciti a farlo.
Proprio per questo uno degli insegnamenti più importanti riguarda la capacità di chiudere le partite quando se ne presenta l’opportunità. Arrivare al recupero con un solo gol di vantaggio significa lasciare sempre aperta una porta all’imprevisto. Basta una disattenzione, un rimpallo o un singolo errore per cambiare improvvisamente tutto. Al 94’ è arrivata l’ingenuità di Dama, il calcio di rigore e la trasformazione di Di Giorgio. Da una vittoria ormai vicinissima si è passati così all’1-1 finale.
Sull’episodio, però, è necessaria una precisazione. L’errore di Dama è evidente e inevitabilmente pesa sul giudizio complessivo della sua partita, perché arriva nel momento decisivo e produce il rigore del pareggio. Sarebbe però altrettanto sbagliato utilizzare quell’unico episodio per cancellare tutto ciò che il difensore aveva fatto fino a quel momento. Prima dell’ingenuità finale, la sua era stata una prestazione complessivamente positiva, così come quella di Davì. L’errore condiziona il voto e la valutazione finale — ed è inevitabile che sia così — ma non trasforma improvvisamente novanta minuti in una gara interamente negativa.
Dama resta un difensore di grande valore, arrivato a Marsala dopo diverse stagioni al Milazzo e chiamato, esattamente come i compagni, ad adattarsi a un reparto completamente nuovo. Lo stesso discorso vale per Davì e, più in generale, per l’intera linea difensiva. Durante la stagione le coppie potranno cambiare, entreranno nelle rotazioni anche Greco e Pavlovic e ciascun centrale dovrà imparare a conoscere caratteristiche, movimenti e tempi del compagno che avrà accanto. Anche l’intesa difensiva si costruisce giocando.
Ed è probabilmente questo il modo più corretto di leggere anche l’errore di San Vito: non minimizzarlo, ma utilizzarlo per migliorare. Dama sa di aver commesso un’ingenuità pesante e da situazioni del genere passa inevitabilmente anche il processo di crescita individuale e collettivo. Siamo alla prima gara ufficiale di una stagione lunghissima e pretendere meccanismi già perfetti all’interno di un reparto nuovo sarebbe poco realistico.
Il risultato, inevitabilmente, modifica anche la percezione complessiva della prestazione. Se quel rigore non fosse arrivato, oggi probabilmente parleremmo di un Marsala non brillante ma concreto, capace di soffrire e portare a casa la prima vittoria ufficiale. Gli ultimi secondi hanno cambiato il risultato, non possono però cancellare tutto ciò che era accaduto nei novanta minuti precedenti. Resta allo stesso tempo una lezione importante: quando hai l’occasione per mettere al sicuro una gara, devi imparare a sfruttarla.
Gli assenti a San Vito e la situazione Ficarrotta
Nella lettura della prima uscita ufficiale va considerato anche un Marsala che a San Vito non ha potuto disporre di Alessandro Prezzabile, Subutan Iddrissou e Vincenzo Manfrè, tutti costretti a saltare la gara per squalifiche rimediate nella passata stagione. Prezzabile e Iddrissou hanno scontato la loro giornata e torneranno quindi a disposizione, mentre Manfrè, fermato complessivamente per tre turni, dovrà saltare anche la gara di ritorno prima di poter tornare disponibile per la prima giornata di campionato.
Al conto va aggiunta anche la situazione di Calogero La Piana. Il centrocampista ha regolarmente giocato tutti i novanta minuti a San Vito, ma lo ha fatto in condizioni inevitabilmente lontane dal proprio massimo. La Piana arrivava infatti da un precedente problema fisico che gli aveva permesso di allenarsi pochissimo durante la settimana e che lo aveva già costretto a saltare l’ultima amichevole della preseason contro l’Athletic Club Palermo.
La sua presenza dall’inizio alla fine rappresenta certamente un segnale positivo, ma è altrettanto evidente come quello visto a San Vito non potesse essere un La Piana al cento per cento delle proprie possibilità. E anche questo è un elemento da inserire nella lettura complessiva della prestazione, senza trasformarlo naturalmente in un alibi. Parliamo di uno dei calciatori tecnicamente più importanti e di maggior valore della rosa azzurra: poterlo avere in campo è già importante, ma poter disporre di un La Piana nella migliore condizione significa inevitabilmente aggiungere qualità, personalità e soluzioni alla manovra del Marsala.
Il quadro della giornata si è poi complicato ulteriormente con il problema accusato da Luca Ficarrotta, costretto a lasciare il campo già nel primo tempo dopo essere stato protagonista dell’assist per il vantaggio di Carbonaro. Il calciatore è uscito sulle proprie gambe e le prime sensazioni non lascerebbero pensare a qualcosa di particolarmente grave, ma saranno gli accertamenti previsti in settimana a chiarire l’entità del problema e, di conseguenza, la sua eventuale disponibilità per il ritorno.
Anche in questo caso parliamo di un elemento di grande peso nell’economia offensiva della squadra. Ficarrotta ha qualità, esperienza e soprattutto la capacità di trovare la giocata capace di cambiare una partita, come dimostrato proprio dalla verticalizzazione che ha mandato Carbonaro davanti al portiere dopo appena quattro minuti. Perdere così presto una soluzione del genere ha inevitabilmente tolto qualcosa al Marsala, soprattutto in una giornata nella quale un altro elemento tecnicamente importante come La Piana non poteva essere nelle condizioni migliori.
Tra squalifiche, condizioni fisiche non ottimali e l’infortunio arrivato durante la partita, dunque, anche questo rappresenta un ulteriore elemento da inserire nel quadro generale di San Vito. Non per cercare giustificazioni, ma semplicemente per analizzare la gara tenendo conto di tutti i fattori che l’hanno accompagnata.
La Coppa come parte del percorso
Domenica prossima al Lombardo Angotta si ripartirà dall’1-1. Sarà la prima gara ufficiale della stagione davanti al pubblico marsalese e, per l’occasione, l’accesso alla gradinata sarà gratuito per tutti. Ci sono quindi tutte le condizioni perché Marsala possa rispondere presente e accompagnare la squadra in una partita che vale l’accesso al turno successivo.
È inutile nascondersi: il campionato rappresenta il grande obiettivo della stagione. Ma questo non significa che la Coppa Italia debba essere considerata un semplice contorno. C’è il prestigio di una competizione ufficiale, c’è la volontà di andare avanti e, soprattutto in questo momento, c’è un’importanza tecnica da non sottovalutare. Per una squadra rifatta quasi completamente, ogni partita ufficiale è preziosa. Significa mettere minuti nelle gambe, permettere ai nuovi compagni di conoscersi sempre meglio, verificare sul campo ciò che viene preparato durante gli allenamenti e accelerare la costruzione degli automatismi.
Da questo punto di vista, proseguire il cammino in Coppa significherebbe avere ulteriori occasioni competitive attraverso le quali crescere. Perché questo Marsala ha bisogno soprattutto di giocare. Allenarsi è fondamentale, ma determinate letture, determinate difficoltà e determinate situazioni possono essere comprese fino in fondo soltanto quando davanti c’è un avversario e il risultato conta davvero.
Nessun allarmismo: il percorso è appena iniziato
E allora, il giorno dopo, San Vito-Marsala può essere letto anche attraverso un’altra prospettiva. Questo 1-1 può diventare un pareggio propedeutico alla crescita. Non perché pareggiare sia positivo in sé, non perché gli errori debbano essere nascosti dietro il caldo, i carichi di lavoro o una squadra nuova. Al contrario: proprio perché gli errori ci sono stati, adesso possono essere analizzati e corretti.
Soprattutto, San Vito ha ricordato immediatamente una realtà che accompagnerà il Marsala per tutta la stagione: nessuno regalerà nulla agli azzurri. Non si vince perché ci si chiama Marsala, non si vince per la storia, per il blasone, per la rosa costruita durante l’estate o perché sulla carta si parte favoriti. Si vince soltanto dimostrando sul campo, domenica dopo domenica, di meritarselo. E confrontarsi immediatamente con questa realtà può persino essere utile.
Se proprio bisogna incontrare una difficoltà, meglio farlo adesso, alla prima uscita ufficiale, nell’andata di un turno di Coppa ancora completamente aperto, piuttosto che scoprirlo più avanti quando in palio ci saranno punti pesanti per il campionato. Questo pareggio non toglie due punti alla classifica, non compromette un obiettivo e soprattutto non emette alcun verdetto. Domenica prossima si ripartirà dall’1-1, davanti al proprio pubblico e con il destino del passaggio del turno nelle proprie mani.
Questo, naturalmente, non significa accontentarsi. C’è da lavorare sulla brillantezza, sulla qualità della manovra, sui tempi della profondità, sugli automatismi difensivi e sulla capacità di chiudere le partite. Lo sanno i ragazzi e lo sa bene Vincenzo Giannusa. Ma è esattamente a questo che serve questa fase della stagione: capire dove intervenire oggi per essere migliori domani.
Non è il momento degli allarmismi. È il momento del lavoro, della pazienza e della fiducia. Una squadra nuova deve conoscersi, può sbagliare, deve correggersi e soprattutto deve crescere. Fa tutto parte di un percorso che non poteva certamente essere completato alla prima partita ufficiale.
San Vito lascia un po’ di rammarico, alcune buone indicazioni e diversi appunti sui quali lavorare. Adesso quegli appunti dovranno trasformarsi in lavoro sul campo. Domenica il Lombardo Angotta tornerà ad abbracciare gli azzurri: ci sarà un turno da conquistare, una prestazione da migliorare e un altro passo da compiere nella costruzione del nuovo Marsala.
La strada è lunga, lunghissima. E questo Marsala ha appena cominciato a percorrerla.
Con lavoro, pazienza e fiducia. Sempre.
