Il Lombardo Angotta si rifà il look: al via i lavori per la nuova tribuna stampa
Proseguono gli interventi della società del presidente Angelo Casa sullo stadio marsalese. Sei nuove postazioni per gli operatori dell’informazione e nuovi seggiolini in tribuna: altri tasselli di un percorso di ammodernamento che si aggiunge a quanto già realizzato tra hospitality, store e ground box.
Il Nino Lombardo Angotta continua a cambiare volto. Dopo aver ospitato mercoledì la gara di Coppa Italia tra Marsala 1912 e Castellammare e con gli azzurri attesi adesso dalla trasferta di Cammarata, la società sta approfittando dei giorni che separano lo stadio dal prossimo appuntamento casalingo per portare avanti nuovi interventi sull’impianto. Non soltanto quella manutenzione ordinaria inevitabilmente necessaria per la cura quotidiana di una struttura come il Lombardo Angotta: questa volta i lavori interessano in maniera importante anche la tribuna, a partire da uno spazio che da tempo necessitava di un intervento significativo, la tribuna stampa.
Ad annunciarlo è stato lo stesso Marsala 1912 attraverso i propri canali ufficiali. I lavori sono già iniziati e porteranno alla realizzazione di una nuova tribuna stampa dotata di sei postazioni, pensata dal club e dal presidente Angelo Casa per garantire maggiore comfort e funzionalità agli operatori dell’informazione durante le partite. Secondo quanto comunicato dalla società, la nuova struttura sarà già a disposizione in occasione della prossima gara casalinga. Un intervento che potrebbe apparire secondario se osservato esclusivamente nell’insieme di uno stadio, ma che secondario non è affatto. Chi frequenta da anni il Lombardo Angotta sa quanto la zona destinata alla stampa necessitasse ormai di un’opera di questo tipo. Rifarla significa migliorare concretamente le condizioni nelle quali giornalisti e operatori lavorano durante le gare e intervenire su uno di quegli aspetti che contribuiscono alla funzionalità complessiva di un impianto sportivo.

Ed è proprio qui che emerge un aspetto tutt’altro che marginale. In campionati come l’Eccellenza, purtroppo, elementi di questo tipo finiscono spesso in secondo piano, perché le priorità economiche e organizzative portano inevitabilmente a concentrare risorse e attenzioni sulla squadra, sul terreno di gioco e su tutto ciò che è strettamente indispensabile per disputare le partite. Spazi dedicati alla stampa, accoglienza, comfort e servizi rischiano così di non ricevere la stessa attenzione. È anche per questo che quanto sta facendo il Marsala assume un valore particolare. Dagli interventi realizzati in questi mesi emerge infatti una cura che non riguarda soltanto la prima squadra, ma tutto ciò che ruota attorno al mondo Marsala 1912: i tifosi che vivono il Lombardo Angotta, gli ospiti, i partner, gli addetti ai lavori e, in questo caso specifico, giornalisti e operatori dell’informazione chiamati a raccontare le partite. Una concezione del club nella quale ogni componente viene considerata parte dello stesso ambiente e nella quale si cerca, nei limiti del possibile, di migliorare progressivamente le condizioni di chi quello stadio lo vive. Un’attenzione tutt’altro che scontata per la categoria e per la quale alla società e al presidente Angelo Casa va riconosciuto un grande merito per il modo in cui stanno operando.
La tribuna stampa, inoltre, non sarà l’unica parte dell’impianto interessata dalle novità. Come già anticipato qualche tempo fa dallo stesso presidente, è infatti in corso anche l’intervento sui seggiolini della tribuna laterale. In questi giorni si sta procedendo con la sostituzione dei vecchi elementi e con l’installazione dei nuovi seggiolini, che andranno a riprendere i colori già presenti nella parte centrale della tribuna. Un intervento già programmato e annunciato che sta quindi trovando concreta realizzazione e che, oltre a incidere sull’aspetto complessivo dell’impianto, contribuirà a rendere progressivamente più curata e confortevole la casa del Marsala. Lavori che arrivano, peraltro, in un momento particolarmente significativo per il futuro dello stadio. Soltanto pochi giorni fa il Marsala 1912 e l’Amministrazione comunale hanno nuovamente affrontato il tema della futura gestione del Lombardo Angotta, manifestando la volontà di avviare un percorso che, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa, possa consentire di arrivare a un affidamento pluriennale dell’impianto e offrire così alla società un orizzonte temporale ben diverso sul quale programmare eventuali investimenti futuri.

Ed è proprio questo a rendere ancora più significativo quanto sta accadendo oggi. Il Marsala continua infatti a investire sul Lombardo Angotta pur disponendo ancora di una concessione annuale, senza attendere necessariamente un eventuale affidamento di lungo periodo per migliorare ciò che può essere migliorato già adesso. Naturalmente esiste una differenza sostanziale tra interventi di questo tipo e una vera riqualificazione complessiva dello stadio, che richiederebbe presupposti amministrativi, progettuali ed economici completamente differenti. Ma nel perimetro nel quale oggi può muoversi, la società continua ad aggiungere tasselli andando anche oltre la semplice manutenzione ordinaria. Il terreno di gioco è stato oggetto durante l’estate di un importante lavoro di recupero e manutenzione; già nella passata stagione era stata realizzata la sala hospitality, spazio dedicato all’accoglienza di ospiti e partner; all’interno dell’impianto è presente lo store ufficiale. E poi c’è il ground box, una delle novità più particolari introdotte negli ultimi mesi: una prima struttura è già stata realizzata a ridosso del terreno di gioco, sul lato delle panchine, mentre tra ottobre e novembre è prevista la realizzazione di un secondo spazio dello stesso tipo.
Sono interventi differenti per natura, dimensioni e finalità, ma è proprio osservandoli nel loro insieme che emerge con maggiore chiarezza la direzione intrapresa. Il progetto non sembra fermarsi alla costruzione della squadra che scende in campo la domenica, ma coinvolge progressivamente tutto ciò che le ruota attorno. Perché un club non è fatto soltanto dagli undici calciatori che iniziano una partita, così come uno stadio non è soltanto un rettangolo verde circondato dalle tribune. Ci sono l’accoglienza dei tifosi e degli ospiti, le condizioni nelle quali lavorano gli operatori dell’informazione, il rapporto con partner e sponsor, gli spazi commerciali, l’immagine del club e, più in generale, la capacità di prestare attenzione a ogni componente che porta con sé il nome del Marsala 1912. È una cura che parte dalla squadra, ma non si esaurisce nella squadra, ed è probabilmente proprio qui che va cercato uno dei significati più interessanti del lavoro portato avanti dalla società.
Il Marsala 1912 oggi milita in Eccellenza, il quinto livello della piramide calcistica italiana, e qualsiasi percorso verso categorie superiori dovrà naturalmente essere conquistato sul terreno di gioco. Ma questo non impedisce di osservare come, fuori dal campo, il club stia cercando di dotarsi di un’organizzazione, di strutture e di una cura dei dettagli che guardano oltre i confini della categoria attuale. Non significa confondere il Marsala con una società professionistica, ma riconoscere un modo di programmare e di concepire il club che, per diversi aspetti, richiama modelli propri di categorie superiori. Ed è un elemento che merita di essere sottolineato, perché realtà di Eccellenza — e spesso anche di Serie D — difficilmente riescono a concentrare contemporaneamente la propria attenzione su così tanti aspetti che circondano l’attività strettamente sportiva.
A completare questo quadro c’è poi un elemento che va oltre il Lombardo Angotta: Palazzo Halley, diventato sede e punto di riferimento societario. Anche questo rientra in un percorso nel quale il Marsala sta cercando progressivamente di dotarsi di spazi, servizi e strutture coerenti con la dimensione che vuole raggiungere. Sullo stadio, naturalmente, una vera modernizzazione complessiva richiederebbe interventi di ben altra portata e sarebbe inevitabilmente legata anche agli sviluppi relativi alla futura gestione dell’impianto. Ma una cosa è ciò che potrà essere realizzato domani, un’altra è ciò che è già concretamente visibile oggi. Ed è su questo che va dato atto alla società e al presidente Casa di quanto fatto fin qui.
Negli ultimi mesi il presidente ha più volte illustrato la volontà di far crescere il Marsala non soltanto sotto il profilo sportivo, ma anche nelle strutture, nell’organizzazione e in tutto ciò che circonda il club. E uno degli aspetti più significativi di questo percorso è proprio la continuità con cui quanto programmato e annunciato trova poi riscontro nei fatti. Il ground box ne è stato un esempio; la nuova tribuna stampa ne rappresenta un altro; l’intervento sui seggiolini, anticipato qualche tempo fa e adesso entrato nella fase concreta, va nella stessa direzione. Idee, programmi e interventi che seguono un filo riconoscibile e che, passo dopo passo, stanno dando forma alla visione presentata dalla società. È questa coerenza tra programmazione e realizzazione uno dei meriti più evidenti da riconoscere al presidente e a chi sta lavorando insieme a lui. La cura mostrata non riguarda esclusivamente ciò che accade sul rettangolo verde, ma il Marsala nel suo insieme: da chi indossa la maglia a chi riempie gli spalti, da chi viene accolto allo stadio a chi lavora ogni settimana per raccontare la squadra. Un modo di operare per il quale è giusto fare i complimenti alla società e al presidente Casa, per l’entusiasmo, l’attenzione e la visione con cui stanno portando avanti il progetto.
Il calcio, inevitabilmente, continuerà a essere giudicato anche attraverso le partite, le scelte tecniche e soprattutto i risultati. Ma ci sono aspetti che possono e devono essere riconosciuti indipendentemente dal risultato della domenica. Quando una società che milita in Eccellenza continua a investire sul proprio stadio, sulle strutture e sulle condizioni offerte a tifosi, ospiti e operatori dell’informazione, significa che la crescita viene immaginata in una dimensione più ampia rispetto ai soli novanta minuti. La nuova tribuna stampa è soltanto l’ultimo tassello di questo percorso. Il significato più importante sta nell’insieme: in un Lombardo Angotta che, intervento dopo intervento, continua a cambiare volto e in un Marsala 1912 che sta dando forma concreta alla propria visione del futuro.
Perché prendersi cura della casa del Marsala significa, in fondo, prendersi cura del Marsala stesso. E oggi quella casa, un tassello alla volta, sta tornando a essere all’altezza di chi la vive e di ciò che questa società vuole costruire.
Fonte: Marsala Channel
